La legge e' uguale per tutti e' una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie; ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, e' indispensabile l'aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria. Piero Calamandrei, 1954

Il Tribunale di Messina concede la Protezione Internazionale a donna nigeriana vittima di tratta.

Una donna nigeriana vittima di tratta patrocinata dallo Studio ha ottenuto dal Tribunale di Messina con ordinanza del 23/02/18 nel proc. n. 4838/17 RG la protezione internazionale a seguito dell’impugnazione del diniego di qualsiasi protezione da parte della CTPI di Trapani
Si segnala come massima di rilievo

“La donna, appartiene senz’altro ad un particolare gruppo sociale più vulnerabile rispetto ai predetti atti persecutori, ma tale vulnerabilità risulta ulteriormente accresciuta dal quadro normativo ed istituzionale nigeriano che pur prevedendo forme di tutela a favore delle vittime di tratta, si reputa che tali misure, vista anche l’incidenza e l’estensione del fenomeno nel Paese, non possono essere assicurate con certezza ed efficacia tali da scongiurale il rischio sopra rappresentato.”

L’ordinanza è scaricabile qui

No Muos – Processo agli attivisti per i fatti del 1 marzo 2014

 

Ieri si è tenuta la prima udienza dibattimentale dinanzi al Tribunale penale in composizione monocratica di Gela contro 21 attivisti del movimento NO Muos coinvolti negli scontri che hanno caratterizzato il corteo contro l’installazione dell’impianto di comunicazioni satellitari della Marina Statunitense che si è tenuto nella riserva della Sughereta di Niscemi (CL) il primo marzo del 2014.
Gli imputati , difesi dagli avvocati Goffredo D’Antona, Carmelo Picciotto e Giorgio Bisagna, sono accusati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata.
Alcuni degli attivisti coinvolti sono stati accusati anche di “istigazione a commettere reati”, per avere manifestato esplicitamente al megafono la volontà di concludere la manifestazione senza farsi condizionare dalle restrizioni imposte dalle Forze dell’Ordine; di aver lanciato, nel corso della stessa, fumogeni e oggetti contundenti e di aver partecipato al corteo mascherati in modo da evitare l’eventuale identificazione.
Il collegio di difesa degli attivisti Nomuos aveva contestato al Giudice l’indeterminatezza dei capi d’imputazione ed eccepito la incompetenza del Giudice Monocratico in favore del Tribunale collegiale, ma il Giudice ha rigettato entrambe le eccezioni fissando la prossima udienza del processo al 7 febbraio 2017, quando verranno ascoltati i primi tre testimoni dell’accusa.

Riconosciuto lo status di rifugiato a minore ridotto in semischiavitù nelle Daaras in Senegal

La Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Palermo ha riconosciuto che la condizione di semi schiavitù degli studenti minorenni delle Daaras (scuole coraniche) in Senegal, costretti all’accattonaggio sotto la minaccia di violenza fisica e di reclusione, è motivo di riconoscimento dello status di rifugiato.

Di particolare rilievo il passaggio che recita … duplici sono gli agenti di persecuzione essendo sia statuali che non statuali, in quanto da un lato lo stato del Senegal non è in grado di offrire protezione ed assistenza adeguata ai minori vittime di abusi nelle Daaras e dall’altro gli abusi posti in essere dal maestro (della Daaras) risultano essere indicatori che rafforzano il rischio effettivo di persecuzione in caso di rimpatrio

il provvedimento è possibile leggerlo qui